L’armonia del Pazzo e la magia dei colori dell’anima di Ninnì

L’Armonia del Pazzo è il secondo romanzo di Arcangelo Conzo (dopo Fiore di Taffetà), Edizioni Eurografica 2017. Un’opera più matura dell’autore che scava nel passato e, attraverso la fantasia e i ricordi, decide di parlare della figura del padre. Una figura importante per l’autore, un uomo che ha impregnato la sua vita di senso e ha trasmesso l’amore per tutto ciò che è arte, dalla pittura alla musica, alle parole, al teatro.

Cussì eti” è la massima popolare, un modo di esprimere rassegnazione al fluire degli avvenimenti, che Ninnì spesso pronuncia durante la sua vita e che suo figlio ripete in alcune circostanze. Due generazioni a confronto, due modi di essere uomini legati dall’arte. Il padre l’arte la crea, la vede in ogni forma, in ciò che lo circonda e lo accompagna durante tutti i suoi giorni resi duri dalla guerra, dalla povertà, dai pregiudizi e dai limiti dei suoi compaesani.

Il figlio l’arte la vende, la rende merce di scambio, occasione di guadagno economico e di piacere personale. I suoi viaggi di lavoro si traducono in continui tradimenti perpetrati contro la noia e l’abitudine di una vita matrimoniale oramai spenta e priva di sentimenti. La mancanza di un figlio allontana Marcello da sua moglie creando un vuoto che si colma solo con sporadiche unioni sessuali finalizzate al solo compiacimento di entrambi; la mancanza di opportunità per Ninnì invece si traduce in saggezza, in caparbietà e in voglia di esprimersi.

Nascono, con lo scorrere della vita, bellissime pagine di un diario che, dopo la morte di Ninnì, diventano faro e spunto di riflessione per l’esistenza confusionaria di un giovane uomo. Semplici racconti per mano di un pittore dal camice blu diventano il cuore del romanzo, lo animano e rievocano emozioni forti. Continui flashback riportano il lettore tra passato e presente, con il desiderio di restare tra le righe del ritrovato diario di Ninnì per scoprire aneddoti e storie di un uomo che non c’è più, ma che facilmente lo si può immaginare dai suoi scritti.

E se la realtà del giovane protagonista non cambia radicalmente, perché comunque il suo matrimonio fallisce definitivamente, restano in lui i consigli di un padre, gli stessi che da adolescente rifiutava e dai quali si sentiva oppresso. Ora quelle parole erano incise su carta, non avevano più un suono ma una forma e un colore. L’armonia del Pazzo è la stessa che anima Ninnì e Marcello, è il sale della loro vita anche se in modi diversi, è ciò che spinge a proseguire oltre tutto, è l’adrenalina che anima le giornate, è “l’entusiasmo delle aspettative”.

Saggezza di uomini d’altri tempi, poesia pura: “Segui la distrazione delle nuvole e ascolta il vento che fa brontolare le barche in falla. Affonda, riemergi e non perdere l’entusiasmo delle aspettative…” 

Anna Rochira

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