E il vecchietto dove lo metto?

Anziano
Mano di anziano che trova sostegno appoggiandosi al suo bastone.

Estate, tempo di vacanze, di spensieratezza, di feste, mare e tanto divertimento. E….”il vecchietto dove lo metto? Dove lo metto non si sa“. Così cantava Domenico Modugno,

Gli anziani soli, abbandonati a loro stessi, lasciati come pacchi ingombranti nelle loro case sono una realtà che ancora oggi impegna le famiglie a trovare delle soluzioni.

Non è più la famiglia di origine ad occuparsi dei propri anziani malati o semplicemente avanti con l’età. Per vari motivi in Italia è molto diffuso l’utilizzo delle badanti, donne per lo più straniere che fanno compagnia ai vecchietti della nostra società. C’è chi li aiuta a svolgere le azioni quotidiane del vestirsi, lavarsi e cibarsi e c’è chi sta loro vicino semplicemente per scambiare una parola e trascorrere del tempo insieme.

La società cambia, è in continuo mutamento, è veloce, non ci si può permettere di perdere tempo. Quel tempo tanto prezioso che ai giovani sfugge mentre agli anziani pare infinito, inesorabilmente lento, tanto da volerlo occupare con qualcuno affinché la solitudine non se ne appropri.

Sono poche le figlie e i figli che accolgono nelle proprie case i genitori avanti con l’età, o che fanno compagnia a chi in passato ha dedicato il proprio tempo e la propria dedizione a prendersi cura di ogni singolo componente della propria famiglia. Un pò per motivi lavorativi, un pò per la salute che scarseggia senza distinzione d’età, un pò per mancanza di volontà, i nuovi componenti che si prendono cura dei nonni, o dei genitori ammalati o non autosufficienti sono persone disposte a lasciare la propria famiglia, a volte il proprio Paese e la propria cultura d’origine, per guadagnare uno stipendio da spedire e garantire così la sopravvivenza di chi li aspetta con ansia una volta l’anno per poterli riabbracciare.

A volte il posto che manca per gli anziani della nostra società frenetica, cinica, senza più i valori che tenevano uniti un tempo un intero nucleo familiare, non è un luogo fisico, non è una cameretta in più in casa o un posto letto da rendere disponibile. Ciò che manca oggi è la memoria di ciò che gli anziani sono stati, cosa hanno rappresentato, cosa hanno fatto in passato e la fiducia in ciò che ancora possono offrire a chi sta vicino.

Fonti di memoria storica, di aneddoti, di leggende, di rimedi, di storie particolareggiate che la stessa vita ha scritto nel tempo e che fanno invidia alla fantasia dei migliori scrittori. Tutto questo sono i nostri anziani che non dovrebbero divenire ingombranti per il semplice fatto di non essere più abili o presenti a se stessi.

Il cervello invecchia, anche il corpo, ma l’anima di chi lo abita e il suo cuore ci sono ancora e sentono e si accorgono di ciò che li circonda: i sentimenti si percepiscono, qualunque essi siano…..

Anna Rochira 

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