Quando il sonno della ragione genera mostri nel blackout totale

Venezuela. Oltre settantadue ore sono trascorse già dal più grande blackout della storia. Il buio totale ha avvolto i venezuelani come un grande buco nero che ha inghiottito vite umane. Una strage di neonati morti per mancanza di corrente elettrica, donne e uomini che necessitavano di macchinari elettrici per restare in vita sono morti in queste ore per un cattivo scherzo del destino, o per un “macabro complotto” come lo definisce lo stesso Presidente del Venezuela, Nicolàs Maduro. Ospedali al buio con il sistema elettrico di emergenza fuori uso, gente disperata completamente isolata alla continua ricerca della rete telefonica. Cibo andato a male e buttato, quello ancora utilizzabile cotto sulla legna. 

Questa assenza di corrente elettrica ha messo in ginocchio un Paese già martoriato. In tanti stanno cercando di uscire da questo Stato, altri richiedono l’intervento degli Stati Uniti, altri ancora dichiarano lo stato di emergenza. L’unico dato certo è che la povertà assoluta in cui versava il popolo venezuelano, nonostante le smentite e le poche immagini che i media fanno trapelare, crescerà ancor di più. La mancanza di corrente elettrica causa anche la difficoltà di reperire contanti e la liquidità, in queste ore di blackout, scarseggia. Siamo già abituati a vedere immagini di lunghe file ai supermercati per reperire i generi di prima necessità come pane e farmaci, ma questo popolo già martoriato da una povertà assoluta continua a vivere momenti difficili nella completa impotenza del mondo circostante. Impotenza o mancanza di volontà a risolvere questa spinosa questione interazionale? Il Venezuela vanta la presenza di due presidenti: uno senza popolo e l’altro senza governo. Maduro, seguace del suo predecessore Chavez, che grida al complotto, al “sabotaggio voluto dagli americani”, che continua imperterrito a negare l’evidente sofferenza della popolazione venezuelana e riconfermato con le presidenziali del 2019 . L’altro, Juan Guaidò, che l’11 gennaio si è autoproclamato Presidente ad interim che chiede nuove elezioni per poter portare il Paese fuori da questo stato di assoluta miseria. 

Ancora in sedici Stati, ad oggi, manca la luce, le cause possono trovarsi in un mancato aggiornamento e riparazione del sistema elettrico nazionale, ma il popolo venezuelano, già sofferente, non immaginava di dover vivere anche questo incubo e molti stanno valutando l’idea di abbandonare le proprie abitazioni.

E il resto del modo che fa? L’Occidente, quello considerato libero e democratico, come fa a restare spettatore di tale scempio? La ragione si è addormentata lasciando spazio alla miseria umana. Uomini che toccano il fondo si contrappongono all’opulenza di generazioni annoiate che sperperano il superfluo. Politici che rischiano la vita perché si oppongono alla dittatura i contrapposizione a chi fa il minimo per restare seduto alla preziosa poltrona tanto agognata. Perchè si resta a guardare senza far nulla? perché la Comunità Internazionale non prende provvedimenti? E’ troppo povero questo popolo da poter rientrare negli interessi dei Potenti? Non ci sono giacimenti di petrolio o diamanti nel suolo venezuelano da poter attrarre i Grandi della Terra?  

In attesa di risposte muoiono bambini, tanti bambini, donne e uomini che come unica “colpa” hanno quella di esser nati e di vivere in un luogo dimenticato dagli uomini!

Anna Rochira 

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